Riflessione su Don Ciccio Lamarca ricordandolo nel suo primo anniversario del ritorno alla Casa del Padre
Pubblichiamo nell'anniversario della morte di Don Ciccio questo intervento di Franco Guerrera .
E’ trascorso un anno dal 16 dicembre 2010 quando le campane della Chiesaparrocchiale di Santo Stefano Protomartire in Località Castiglione suonarono aGloria per annunciare il ritorno di Don Ciccio alla Casa del Padre.
Sì, le campane suonarono a Gloria.
E’ vero, di solito quando suonano le campane a lutto per la morte diqualcuno che trapassa a miglior vita, ci si chiede: chi è morto?
Inoltre quel giorno le campane suonarono a Gloria perché Lui, Don Ciccio,l’amico di tutti, non si affacciò dalla finestra della canonica per informarsi“chi era morto” per suonare le campane , ma egli Stesso, ordinò che le campane“suonassero a Gloria perché Lui “servo di Dio, strumento di Dio PadreOnnipotente, amico di Dio” tese la mano a Dio dicendoGli: “……..grazie Signoreper avermi dato tanto. Abbi pietà di me se Ti ho restituito poco…………..”,ricordandosi, in quel momento del suo 50° anniversario di Sacerdozio. Gesù glirispose, confermando ciò che l’Evangelista Matteo (Vangelo 25,28) avevascritto: “………………vieni servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti daròautorità su molto, prendi parte alla gioia del tuo padrone……….”.
Sì, Don Ciccio “servo buono, fedele di Dio e del Popolo di Dio, degliultimi, dei sofferenti, degli emarginati, amico di Dio” perché Dio èamico di tutti noi.
Ecco perché quel 16 ottobre, dodici mesi fa, le campane suonarono a Gloria,sì, perché come Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato a giustizia e fuchiamato amico di Dio, così Don Ciccio, ubbidiente a Dio fino alla morte, sidimostrò essere appunto tale e ora è nella Gloria di Dio.
I prajesi conoscevano bene Don Ciccio, perché Praja era stata la “terranatia” e molti erano stati più volte ospitati nella Canonica della ParrocchiaSanto Stefano Protomartire per ritiri spirituali o per altro e il giorno deifunerali erano stati presenti ad omaggiare Don Ciccio.
Quest’estate molti turisti, villeggianti, emigranti, ritornando a Marina diTortora che conoscevano il compianto Don Ciccio da oltre un decennio e qualcunoda oltre un ventennio, non l’hanno trovato per salutarLo.
Molti di loro erano già al corrente della morte dell’ “amico Parroco”della Marina di Tortora, così in tanti lo definivano e Don Ciccio non era solol’ “amico dei suoi parrocchiani tortoresi” ma anche l’ “amico dei turisti-villeggianti,vecchi e nuovi, e di tanti emigranti del Nord Italia e dell’ estero e diimmigrati, sempre accoglievole nei riguardi di tutti!!!!
Don Ciccio, oltre 25 anni fa, era stato fautore del percorso di fedespendendosi per il “Cammino Neocatecumenale” destinato agli adulti, ma anche airagazzi, Lui Stesso, alla fine di questo percorso formativo, di rivivere ilsacramento del “Battesimo”, ha indossato la veste bianca per essere accoltonella Gloria di Dio Padre celeste.
A Don Ciccio un grazie per tutto, grazie per essere stato il realizzatore aMarina di Tortora del progetto “…….l’amore verso tutti, soprattutto degliultimi, dei sofferenti, degli emarginati…….”!!!
Come non ricordare l’impegno di Don Ciccio apromuovere le vocazioni al Sacerdozio e allavita religiosa (suore, diaconi) confermando così Tortora terra di vocazione.Ciò derivato dall’agire da parte di Don Ciccio come discepolo dopo averascoltato e accoltointeriormente gli insegnamenti di Gesù Maestro, per viverli quotidianamente.
E’ sempre vivo in tutti noi il Tuo ricordo e grazie di cuore peraver affidato ai suoi collaboratori Don Francesco (Don Franck), a Don Cataldoed oggi al nuovo Parroco Don Antonio Pappalardo il compito di custodi della“Parrocchia di Santo Stefano Protomartire e Stella Maris, riconoscendoLi fortipilastri e travi dell’operato di Don Ciccio.
Sarebbe l’occasione, e questo lo deciderà il Gestore di “ BlogtortorA,echidalgolfo, Abystron e/o Praia2006”, riproporre il sondaggio: “intestiamo lapiazza Stella Maris a Don Ciccio Lamarca”.
Inoltre sarebbe bene sollecitare all’Amministrazione Comunale la richiestarivolta in tal senso (intestiamo la piazza Stella Maris a Don Ciccio Lamarca”,sottoscritta da molti cittadini tortoresi, occasione è la coincidenza delCensimento della Popolazione che prevede – fra l’altro – anche la revisionedella toponomastica e la titolazione di piazze, strade e vie del territoriotortorese a personalità, uomini che si sono distinti nel loro operato.
Grazie Don Ciccio di essere stato “amico sulla terra” ma grazie ancoraadesso che sei nella Gloria del Padre Celeste.