Efficienza, efficacia, economicità.
Non dividere per imperare, ma unire per governare.
Balocchi
Se io do una moneta a te e tu ne dai una a me avremo una moneta ciascuno. Se io do una idea a te e tu ne dai una a me avremo due idee entrambi.
La competizione stimola, la cooperazione rafforza e la solidarietà unisce.
Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.
Gandhi.
Progredite nella via delle riforme e non temete di indebolire la potenza del Trono Costituzionale che raccogliendo a se tutte le forze vive d’Italia potrà condurre la Nostra Nazione a quelli Alti destini cui è chiamata
Cavour alla camera subalpina
Si comincia con il voler cambiare il mndo, si finisce con il cambiare canale
Luciano De Crescenzo
Più si guarda indietro nel passato e più si può vedere avanti nel futuro
Winston Churchill
Cuannu ci su tropi gaddi non fa mai iuorno.
I critici sono come gli eunuchi di un harem: sanno come si fa, lo vedono fare tutti i giorni, però non sono capaci di farlo
Brendan Behan
Ogni potere emana dal popolo e non torna più
Gabriel Lamb
Ogni società ha i farabutti che si merita
Albert Camus
Il potere va e viene. Logora chi non ce l’ha corrompe chi lo tiene.
Luigi compagnone
"Praia sorgeva voluta dalla
Madonna. Che la chiamava a parte della sua nobiltà. Al popolo nuovo era segnato
il destino: formare attorno al santuario una legione di cavalieri a custodia, a
difesa, a gloria della Madonna… Essa non deve dimenticare che la madonna l’ha
fatta sua fin dalle origini, “perché voleva sprofondare le sue radici in un
popolo d’onore””
Mgr. Raffaele Barbieri
Vescovo della Diocesi di Cassano Jonio.
"Il nostro governo favorisce
i molti invece dei pochi: per questo è detto democrazia.
Le leggi assicurano una
giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i
meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si
distingue, allora egli sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato,
non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà
non costituisce un impedimento.
La libertà di cui godiamo si
estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e
non infastidiamo mai il nostro prossimo se preferisce vivere a modo suo.
Ci è stato insegnato di
rispettare i magistrati, e le leggi, e di non dimenticare mai che dobbiamo
proteggere coloro che ricevono un’offesa. E ci è stato anche insegnato di
rispettare quelle leggi non scritte la cui sanzione risiede solo nell’universale
sentimento di ciò che è giusto e di buon senso.
La nostra città è aperta al
mondo; noi non cacciamo mai uno straniero.
Noi siamo liberi di vivere
proprio come ci piace, e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi
pericolo.
Un cittadino ateniese non
trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private.
Un uomo che non si interessa
dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi
siano in grado di dar vita a una politica, noi siamo tutti in grado di
giudicarla.
Noi non consideriamo la
discussione un ostacolo sulla strada dell’azione politica.
Crediamo che la felicità sia
il frutto della libertà e la libertà sia solo il frutto del
valore".
Discorso di Pericle.
Tucidide. Seconda guerra del Peloponneso
Agio
avemmo spesse volte d'osservare come Atene
a quel modo coi piú onesti
cittadini si contiene
ch'usa pur con le monete vecchie e il nuovo
princisbecche.
Tutti sanno che fra quante mai n'usciron dalle zecche,
vuoi
d'Ellèni, vuoi di barbari, dappertutto, quelle sono,
e non altre, le piú
belle: quelle rendono buon suono,
hanno quelle buona impronta, sono prive di
mondiglia.
Pure, Atene non le adopera, e ai bronzini oggi
s'appiglia,
dalla zecca usciti appena ieri, perfidi nel conio.
E cosí pei
cittadini. Quelli ch'ànno comprendonio,
nati bene, equi, modelli d'onestà,
cresciuti in mezzo
a palestre, a danze e musiche, non riscuoton che
disprezzo:
servi, poi, facce di bronzo, vagabondi, paltonieri,
e figliuol'
di paltonieri, tutta roba intrusa ieri,
li ficchiamo dappertutto! Quei che
avrebbe disdegnati
un dí Atene come vittime a espiare i suoi
peccati!
Tempo è dunque che si cambi tal sistema, o gente stolta,
e
s'adoprin galantuomini, come l'uso era una volta.
La va bene? È vostro il
merito. La sbagliate, e nasce un danno?
Che patiste a nobil croce quei che
intendono diranno.
Aristofane. Le Rane
Faccia adunque
un principe conto di vincere e mantenere lo stato; i mezzi saranno sempre
giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati: perchè il volgo ne va sempre preso
con quello che pare, e con l'evento della cosa: e nel mondo non è se non volgo,
e i pochi ci hanno luogo quando gli assai non hanno dove
appoggiarsi.
Nicolaus
Machiavellus. Il Principe
Intendo cercare se può
esistere nell’ordine civile qualche regola di amministrazione legittima e sicura
prendendo gli uomini come sono e le leggi come possono essere: tenterò di
collegare sempre, il questa ricerca ciò che il diritto permettere con ciò che
l’interesse prescrive, in modo che la giustizia e l’utilità non si trovino
separate.
Entro in materia senza
dimostrare l’importanza del mio argomento. Mi si chiederà se sono un principe o
un legislatore per scrivere di politica. Rispondo di no, ed è il motivo per cui
scrivo di politica. Se fossi un principe o un legislatore non perderei il mio
tempo a dire ciò che bisogna fare; lo farei o rimarrei in silenzio.
Nato cittadino di uno Stato
libero e membro del Sovrano, per quanto debole possa essere l’influenza della
mia voce negli affari pubblici, il diritto di votare su di essi è sufficiente a
impormi il dovere di istruirmi in materia; e sono felice, ogni volta che medito
sui Governi, di trovare sempre nei miei studi nuove ragioni per amare quello del
mi paese!
Jean Jacques Rousseau. Il Contratto Sociale